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lunedì 7 maggio 2012

UN CIBO SOLIDALE

Il posto di cui sto per parlarvi oggi è un'Azienda Agricola.
E' un luogo dove si mangia un'ottima cucina toscana.
E' una Cooperativa.

Eppure queste definizioni non sono esaurienti per descrivere "LA FICAIA"  di Massarosa (Lucca).
Il concetto che c'è dietro questa attività mi ha molto colpito;  La Ficaia promuove un'AGRICOLTURA SOCIALE. E lo fa sia perchè quello che si porta in tavola è basato sui prodotti del territorio e su una filiera corta, con una produzione ortofrutticola gestita e curata direttamente dai membri della Cooperativa; e sia perchè la Ficaia apre le sue porte ai lavoratori appertenenti alle fasce più deboli oppure a coloro che hanno problematiche che la società normalmente emargina.

Il cibo della Ficaia quindi è buono in tanti sensi: perchè è un cibo genuino, che ha un costo calibrato ed onesto e perchè è un cibo solidale, frutto dell'apertura nei confronti di chi ha sofferto e soffre e anche di chi ha sbagliato.
In questo cibo c'è allo stesso tempo il rispetto verso la natura, verso il lavoro e verso l'essere umano.

Ho personalmente cenato a La Ficaia e confermo la qualità dei prodotti: ho potuto assaggiare un ottimo antipasto con prodotti di stagione e un'abbondante grigliata con contorno.
Mangiare qui dà l'opportunità anche di conoscere il ragazzo che è una delle persone responsabili dell'Azienda Agricola: un carattere aperto e gioviale, con cui poter fare interessanti chiacchierate.

Il ristorante, come immaginerete, è attorniato dalla natura, nonostante non molto distante vi sia l'autostrada (purtroppo).
La struttura è molto bella, si tratta di un ex-frantoio; la sala dove si mangia è molto accogliente ed indicata anche per lunghe tavolate.

Nel prendere informazioni da chi lavora all'interno della Cooperativa, ho scoperto che - oltre all'attività del ristorante- vendono i loro prodotti biologici e fanno anche catering ed organizzazione di eventi.

Una bella realtà!

lunedì 23 gennaio 2012

DOGGY BAG E L'AGRITURISMO LA VALLE DELL'USIGNOLO

Buongiorno a tutti!
Apro il post odierno chiarendo inannzitutto il significato di Doggy Bag. Si tratta di quella bustina, quel contenitore, quell'involucro, che ci consente di evitare gli sprechi al ristorante.
Il fatto che questo concetto sia legato ad un termine straniero ci fa capire che la pratica in questione non è stata sinora molto diffusa nel nostro Bel Paese.
Grazie a Dio c'è un'inversione di tendenza e non viene più ritenuto incivile portarsi  a casa ciò che non si è riuscito a consumare del proprio pasto al ristorante. Considerati i tempi, ma anche in generale, ritengo infatti che sia una forma di presa di coscienza e un gesto responsabile non mandare al macero quantità di cibo che popolazioni di altre parti dell'Emisfero non vedono neppure in un intero anno.

Eppure parla (o meglio scrive) una persona a cui capita sovente di non ultimare ciò che ha ordinato, non per capriccio, ma per "limitazioni strutturali" [uno stomaco delicatino che fa le bizze]; in tal caso l'aiuto migliore anti-spreco viene dagli altri commensali del mio tavolo. Anzi a dir la verità chi mi conosce ed è di buona forchetta rimane anche un po' deluso se in altri casi con voracità riesco ad ultimare tutto.
Per le persone come me e per le occasioni in cui si affrontano pasti luculliani (banchetti, festività ecc.) sarebbe buona norma poter fare affidamento per l'appunto sulla Doggy Bag e così rincasare meno appesantiti e contenti di poter gustare parte delle prelibatezze in un momento successivo.
Purtroppo non tutti i ristoranti ci vengono incontro, o perchè storcono la bocca alla richiesta di questo genere di asporto, o perchè si dicono non dotati di vaschette di alluminio o bustine (cosa peraltro strana per un posto dove si cucina!!!!).

Di recente ho pranzato all'Agriturismo La Valle dell'Usignolo, in località Sermoneta (LT).
Il giorno era festivo, le portate numerose ed abbondanti.
Non solo la cucina qui è squisita, ma il personale per di più si distingue per la propria gentilezza. Quando abbiamo alzato bandiera bianca dinanzi ad alcuni piatti (va detto che nei giorni di festa precedenti avevamo già mangiato più del dovuto) ed abbiamo chiesto la Doggy Bag, la richiesta è stata accolta con molto favore e prontamente si sono materializzati sul nostro piatto vaschette e pellicola per chiuderle.

Quanto avanzato è stato consumato tra la cena del giorno stesso ed il pranzo del giorno dopo ed era ancora buonissimo, senza alcuna ombra di dubbio!!

Ma veniamo a parlare nello specifico della Valle dell'Usignolo: innanzitutto è un agriturismo degno di questo nome, che basa veramente (a differenza di altri) la propria cucina per lo più su prodotti di propria produzione. All'esterno si può godere la meravigliosa vista di ulivi e vigneti, che sono la preziosa fonte da cui i proprietari ricavano l'olio ed il vino, destinati sia all'uso all'interno del ristorante che alla vendita diretta ai clienti.
Per quanto riguarda il menu dellUsignolo, si punta- come dicevo poc'anzi- sui prodotti genuini e del territorio e quindi di stagione.
Uno dei piatti che preferisco e consiglio è l'Antipasto del Contadino, un'abbondante selezione di assaggini che -in questo periodo- prevedono: zucca grigliata, radicchio, lenticchie, accompagnati da fagioli, ceci, mozzarelline, caprino, fritturine.
Sappiate in partenza che potreste sentirvi già sazi dopo l'entreé. Se così non fosse, non mancano prelibatezze anche tra i primi ed i secondi; ad esempio: tagliatelle al cinghiale, o - in alcune occasioni- al sugo di lepre, ravioloni con zucca e pinoli, polenta con salsiccia, scamorza e molto altro che varia di volta in volta.
La Valle dell'Usignolo dispone anche di camere, che non posso però recensire, non avendole viste; e se tutto questo non bastasse, a disposizione degli ospiti c'è anche una grande piscina. Deve essere incantevole farsi il bagno ammirando il paese di Sermoneta dal basso e attorniati dagli ulivi e dalla rigogliosa natura.
Auguro allo staff di questo locale di perseverare in quello che fa, perchè non è facile incontrare un tale mix di genuinità, bontà e gentilezza.

giovedì 15 settembre 2011

VECCHIO OLIVO MONTECARLO LUCCA

Queste serate settembrine sono veramente deliziose. La temperatura è incredibilmente alta, il cielo sereno e pieno di stelle e sembra che l'estate e le ferie non siano trascorse ma debbano ancora arrivare.
Ahimè sappiamo che non è così.....
Però- complice il tempo- e sorvolando un po' sulla stanchezza lavorativa delle prime settimane, si possono ancora organizzare dei programmi serali piacevoli all'aperto.

La scorsa settimana è capitata l'occasione di cenare nell'agriturismo VECCHIO OLIVO di Montecarlo, zona Lucca. (Non essendo toscana ho impiegato un po' di anni a capire che anche qui c'era una Montecarlo e addirittura una zona dal nome: La California!!!)

Montecarlo è una zona conosciuta per il suo ottimo vino ed infatti dirigendoci verso l'agriturismo abbiamo costeggiato ampie zone con lunghissimi filari di viti. Inoltre la lucchesia offre degli itinerari storici e paesaggistici notevoli e sono da non perdere le sue mura imponenti risalenti al 1300, le bellissime residenze e le chiese.

Il Vecchio Olivo è un agriturismo (ma non so come siano le camere) dotato di piscina (essendo sera l'ho solo intravista) e con un grande ristorante. Gli spazi interni sono molto ampi, ma noi avevamo prenotato per tempo ed abbiamo potuto mangiare sulla terrazza esterna, immersa nel verde e coperta da tanti ombrelloni color vermiglio.
Iniziamo subito dai punti di forza: il servizio è puntuale e tutti i camerieri sono di una gentilezza rara; oltre a scortare gli ospiti al tavolo, accompagnano le signore alla toilette, sanno essere attenti ma non invadenti e sono veloci nel servizio (solo per il conto abbiamo aspettato un po') ma in effetti in quel momento avevano ultimato tutti di cenare e si era creata una piccola coda.


Passiamo alle pietanze, facendo una bella premessa: guardando il menu mi ero inebriata di quanti piatti sfiziosi e diversi dal solito offrisse. Quindi ero partita con delle altissime aspettative. Un pochino sono rimasta delusa, tuttavia non per la qualità, ma perchè mi aspettavo dei sapori più decisi.
In questi casi però non si sa mai se la cosa è casuale. Perciò- vista l'impressione generale positiva del locale- mi ripropongo di tornarci.


Sicuramente il plauso va alle patatine fritte, che i miei commensali avevano ordinato: patate casalinghe al 100%, nella forma, nell'aspetto e nel tipo di frittura. Ottime!
Il tortino alle zucchine e menta che ho preso come antipasto era piccolo ma soddisfacente e anche gli spiedini di melanzane grigliate erano piacevoli (purtroppo le verdure grigliate nei ristoranti non sono mai da urlo!!). Purtroppo quello che mi ha lasciato un po' scontenta è stato il capriolo con salsa di vino rosso, alquanto insipido. Forse erano stati ingenerosi nel dosare la salsa e il povero capriolo si era un tantino prosciugato.


Aspettando di testare nuovamente il ristorante in un'altra occasione, lo consiglio comunque fin da ora per la fantastica location, circondato da quiete e natura, per la bella struttura e per la cura dei dettagli soprattutto nel servizio.